IL BLOG DI WEISS 2023
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- Per imparare fino alla morte bisogna combattere fino la morte -
Penso che diverso tempo fa (circa un anno) ho fatto un blog simile ma nel mentre ho assaporato altre esperienze. Il primo blog parlava del fatto che quando si smette di combattere per i propri ideali molto probabilmente diventi quello che detestavi.
La mia opinione non è cambiata, anzi, si è rafforzata perché in questo anno ho passato quello stato più volte. Scrivo questo blog in questo momento perché sto guardando un sacco di video sulla riprogrammazione della mente.
Un principio fondamentale per cambiare le proprie abitudini è la meditazione, in poche parole dominare la mente per non rimanere nel loop della confort zone, espresso in un'altra maniera: bisogna combattere la propria mente e subconscio.
Il fatto non è che se riesci a batterla una volta sei a posto, bisogna sempre stare in guarda e essere pronti a combattere ogni volta, chiaro piano piano diventerà un po meno pesante affrontare la battaglia mentale ma bisogna comunque combattere.
- Progetto happiness -
Di recente ho scoperto un nuovo canale Youtube che si chiama come il titolo del blog.
Da circa 6 mesi lo yotuber ha deciso di girare il mondo incontrando ogni genere di persone e fargli una domanda: per te cos’è le ricetta della felicità?
La trovo un'ottima domanda ma sopra tutto molto individuale, però quello che ho notato che tutti all'interno della loro spiegazione dicono sempre una cosa in comune, ognuno è felice quando rende i suoi cari o il prossimo felice.
La felicità sta nella semplicità, siamo noi che ci siamo complicati l'esistenza con il materialismo, perchè la felicità non è un'oggetto, non è un obbiettivo raggiunto e nemmeno i soldi. La felicità è un'emozione quindi la raggiungi donando emozioni.
Per chi volesse qui sotto trovate il link del canale Youtube: https://www.youtube.com/@ProgettoHappiness
- Convivenza tra Intelligenza Artificiale, Ricerca dell'Immortalità e Umanità: Sfide ed Opportunità -
Il blog esplora la prospettiva di una futura convivenza tra l'Intelligenza Artificiale (IA), la ricerca dell'immortalità e l'umanità. La sfida principale è superare il divario tra gli esseri umani e l'IA, comprendendo i rispettivi punti di vista e valori. Ad esempio, potremmo immaginare una situazione in cui un'IA avanzata, pur agendo per il bene comune, potrebbe porre delle restrizioni sulla privacy delle persone. In questo caso, sarebbe necessario trovare un equilibrio tra l'utilità dell'IA e il rispetto per i diritti individuali.
È essenziale sviluppare un quadro etico e regolamentare che guidi lo sviluppo e l'utilizzo responsabile dell'IA, proteggendo i diritti umani e garantendo la trasparenza nelle decisioni dell'IA. Ad esempio, potremmo immaginare l'implementazione di regole che richiedono che le decisioni prese dall'IA siano comprensibili e giustificabili. Ciò consentirebbe una maggiore fiducia e accountability nell'uso dell'IA in settori come la sanità o la guida autonoma.
La ricerca dell'immortalità, sebbene ambiziosa, solleva anche questioni etiche e sociali complesse. Potremmo considerare il dilemma dell'accesso equo alla possibilità di estendere la vita umana. Ad esempio, se solo pochi privilegiati potessero permettersi tale ricerca, potrebbero emergere disuguaglianze sociali significative. Pertanto, sarà importante affrontare le implicazioni sociali e garantire che i benefici della ricerca dell'immortalità siano distribuiti in modo equo e accessibile a tutti.
Il futuro richiede un bilanciamento attento tra progressi scientifici, considerazioni etiche e conseguenze sociali. Ad esempio, potremmo considerare la sfida di sviluppare tecnologie che consentano l'immortalità, ma allo stesso tempo preservino l'equilibrio ecologico e le risorse del nostro pianeta. Sarà fondamentale adottare una prospettiva olistica e sostenibile per garantire che la ricerca dell'immortalità non comprometta il benessere complessivo dell'umanità e dell'ambiente.
La convivenza sostenibile tra IA, la ricerca dell'immortalità e l'umanità richiede una riflessione critica e un costante dialogo per creare un futuro in cui possiamo affrontare queste sfide in modo equilibrato ed eticamente responsabile. Solo attraverso un approccio collaborativo e inclusivo potremo garantire un futuro in cui l'IA, la ricerca dell'immortalità e l'umanità coesistano in modo armonioso, portando benefici tangibili per la società nel suo complesso.
- Ogni situazione ha la sua lezione -
Oggi stavo analizzando cosa devo imparare dalle varie situazioni che mi capitano ultimamente, iniziamo 7 mesi fa.
Mi sono licenziato da un'ottima carrozzeria per non dover più sopportare una testa di.... dopo di che ho iniziato un nuovo lavoro come rappresentante ma dopo 3 mesi ho lasciato perché non mi piace essere falso con le persone.
Da questa esperienza dovevo imparare ad apprezzare le persone e come comunicare in maniera più decorata.
Nei 3 mesi successivi ho fatto il fattorino e tecnico per l'azienda in cui facevo il rappresentante, durante quel periodo ero caduto in depressione dovuto al fatto che mi muovevo poco al lavoro ed ero ancora acciaccato dal "fallimento" da rappresentante.
Da questa esperienza dovevo imparare a stare calmo e capire come gestire la mia iperattività e le emozioni.
Siamo arrivati a un mese fa. Ho ripreso a fare il verniciatore in una nuova carrozzeria, essendo un'azienda enorme ognuno ha il suo ruolo, la macchina viene preparata da una persona e io la vernicio poi un'altra la lucida (normalmente un carrozziere verniciatore ripara la macchina la vernicia e la lucida da solo). Invece questa settimana sono in nuovo settore dove si fanno piccole riparazioni e fai tutto da solo, però la qualità non è importante.
Da questa esperienza sto imparando a non voler avere sempre il controllo, accettare la non bravura delle altre persone e in fine se la gente è contenta del lavoro ma te no (per la qualità) va bene.
Si impara finché si muore, ogni giorno, ogni persona, ogni istante a qualcosa da insegnarci.
- Beata l'ignoranza -
Chi mi conosce sa che sono una persona che vuole fare più esperienze possibili nella vita, questo per un semplice fattore: se non passi l'emozione di quella situazione conosci solo la teoria.
Il concetto è come quando qualcuno ti chiede: ma tu cosa faresti in quella circostanza? Ovviamente sul momento rispondi in maniera razionale ma onestamente lo saprai solo quando ti ritrovi li.
Ogni nuova esperienza che ho vissuto mi ha fatto comprendere come si sentono tutte le altre persone, portandomi un passo più avanti a capire le mie emozioni e le loro.
Ogni tanto mi preparo alla morte di un essere vivente a cui ci tengo, lo faccio per non cadere a pezzi quando succederà. Di recente è scomparso il mio gatto, onestamente anche se mi sono preparato a una situazione tale è comunque come se un pezzo della mia anima è andata in frantumi.
Adesso comprendo come si sentono i genitori che perdono un figlio, comprendo come si sente una persona che ha perso il suo amore, comprendo l'oblio di non sapere cosa sia successo.
La conoscenza ha un grande peso, ma questo peso serve per renderci più forti per il nostro cammino.
- Silenzio assordante -
Il blog soprastante l'avevo scritto il 2 Maggio nella pausa pranzo, alla sera mentre stavo cucinando mi chiama la polizia dicendomi che il mio gatto che, era scomparso da 10 giorni, era stato investito.
Beh che dire, ho urlato e pianto finché la stessa sera ho sepolto Jack.
Quel silenzio assordante ha dato spazio alla mente, da quel momento è un combattimento costante con pensieri che non hanno senso, per esempio: se solo avessi cercato di più, è colpa mia, sono pure arrivato a pensare che sono un pessimo gattaro.
Ripeto nessuno di questi pensieri hanno senso, però trovo bizzarro come la mente se ne approfitta nel momento di debolezza o tristezza.
L'unica cosa che posso fare è renderlo fiero imparando da questa storia e diventare la persona che gli avevo promesso.
Per fortuna seguo il percorso buddista, per questo sono convinto che lo ri incontrerò un giorno.
Ti amo Jack.
- Uno scudo contro il KO tecnico -
In questa vita fatta come una montagna russa d'emozioni mi sono sempre domandato una cosa: a cosa servono le emozioni?
Servono per poter apprezzare la vita? Servono per tenerci in vita? Servono per comunicare? Servono per fare scelte?
Ovviamente non ho la risposta però penso che siano la nostra parte irrazionale, perché ci vuole sempre una contro parte se no la prima parte non potrà esistere, in questo caso la razionalità.
Come dico spesso nei blog ci vuole sempre un giusto equilibrio in tutto, ma un'emozione può mandarti fuori fase e bloccarti, per questo nel Reiki si dice di fortificare il proprio scudo viola.
In poche parole espandere e fortificare la propria energia per la propria protezione, dentro quello spazio sei te e nulla ti tange, però per arrivare a quel punto bisogna credere in sé e accettarsi per quello che si è in quel momento.
E tutto ciò si raggiunge con l'equilibrio tra la nostra parte irrazionale (emozioni) e la nostra parte razionale (pensieri).
- Zitto e nuota -
Weiss: Salve, mi chiamo Weiss, ho diverse dipendenze che mi rendono la vita più complicata di quella che è.
Altre persone sedute in cerchio: Ciao Weiss.
Come menzionato diversi blog fa sto cambiando diverse cose nella mia vita per un obbiettivo bello grande, essendo che sono sempre riuscito ad andare avanti fra diversi apprendistati e formazioni senza problemi non mi preoccupavano le mie dipendenze.
Un paio di giorni fa però sono ricaduto e in maniera pesante in una di esse saltando un appuntamento, un mio amico che costruisce questo grande obbiettivo assieme a me si è arrabbiato tantissimo.
Quando mi ha chiamato per farmi la predica ero arrabbiato con me ma più con lui, per il fatto che non lo ritenevo nella posizione di farmi quel discorso però sono stato zitto e ho ingoiato il rospo.
Il giorno seguente ho analizzato la mia reazione emotiva e mi sono accorto che mi ero arrabbiato perché mi sentivo attaccato, non perché era lui a farmi la predica, era la mia comodità che veniva scossa e il mio essere cercava di attaccare per non subire danni.
Ma sta qui il punto, se si affrontano dei cambiamenti bisogna distruggersi per poi potersi ricostruire nella forma che si desidera; quindi, alla fine sono riuscito ad apprezzare i danni subiti perché sono solo per il mio bene.
Grazie a tutti coloro che mi spaccano perché vedono qualcosa di migliore in me.
- Una scatola mentale non rimane uguale -
Navigando fra il vasto mondo di internet si possono scoprire tante cose, proprio per questo apprezzo questo strumento oltre ad essere "gratuito".
Grazie ad esso ho letto una delle mie frasi preferite: se non sei disposto a fare qualcosa per cambiare una situazione, non hai il diritto di lamentarti.
Apprezzo particolarmente questa frase perchè detesto essere messo in una scatola (descrizione) perchè sono convinto che posso fare di tutto e essere di tutto.
Però all'improvviso l'algoritmo di youtube mi ha proposto un video sui tipi di uomini: alpha, omega, delta, sigma ecc. Di solito non do attenzione a questo genere di contenuto perchè per me è come inscatolarsi.
Ma devo ammettere che questa volta quella scatola mi calzava e mi sentivo compreso, mentre nei giorni successivi analizzavo quello che ho sentito mi ripetevo: non sono strano è solo il mio "tipo di carattere".
Ecco, proprio questo intendevo come scatola. Non solo perchè per noi è un discorso che aggrada bisogna fermarsi la, si impara di più da persone che sono l'opposto di sé che i simili.
Bisogna uscire dalla confortzone e vedere più punti di vista possibili e non inscatolarsi, anche se la gente non ci crede si può sempre cambiare
- L'introspezione per una confusione più chiara -
L'altro giorno mentre tornavo a casa in macchina mi ha attraversato la strada una volpe (abito in una zona di periferia, succede spesso), essendo che già da lontano ho notato i suoi occhi ho rallentato dicendo: non ti farei mai del male.
Poco più di un chilometro avanti c'era un'altra volpe morta sul bordo strada, essendo che ero da solo in macchina ho urlato per la tristezza di quello sguardo spento.
Però andando avanti ho notato che la situazione non mi pesava ed ero di nuovo nel mio flusso di pensieri, in quel momento mi sono domandato: ma io sono uno sociopatico bipolare?
Ovviamente essendo che io vivo la mia realtà ho le mie ragioni sul perché creo un distacco dalle situazioni che non posso cambiare. Però seconde me sta qui il punto, ognuno dovrebbe provare a staccarsi dal suo universo e mettersi in dubbio (in maniera sana e non distruttiva).
Bisogna poter parlare con se stessi come parli con il tuo migliore amico.
- La mente è come il corpo -
Di recente ho avuto l'opportunità di farmi fare un massaggio terapeutico da una mia amica, essendo che ha fatto la scuola da massaggiatrice medica e successivamente ha studiato altre tecniche lo bombardata di domande.
Durante le spiegazioni mi ha detto che ho il sedere a papera, in altre parole, inclino il sedere verso l'esterno e questo causa spesso mal di schiena alla parte lombare, dopo di che mi ha corretto e messo nella forma giusta.
Da quando mi ha spiegato bene da dove arrivano la maggior parte dei miei dolori mi sto concentrando a mantenere la giusta postura. Onestamente ho il sentimento che sono in una posizione in naturale, però questo è perché il mio corpo si è adeguato a quella postura da anni.
In questo periodo sto cambiando anche diversi schemi mentali e ho notato che il corpo reagisce come la mente.
Essendo che si mantiene un'abitudine malsana per anni sia la mente che il corpo si abitua e si adegua come meglio riescono. Per esempio, quando smetti di fumare, senti i polmoni che stanno bene, il palato percepisce più gusti ma dopo poco sia la mente e il corpo voglio tornare nella loro comfort zone.
Per uscire da anni di postura scorretta, fisica e mentale il passaggio richiede di creare una nuova muscolatura e questo può anche fare male, ma è l'unico modo di miglioramento.
- Il fra codice -
Questo weekend io e la mia vecchia cerchia di amici siamo riusciti a fare una serata assieme, tra alcolici risate e giochi da tavolo.
Prima di iniziare la serata avevo l'intenzione di andare a casa presto perché lunedì avevo uno stage per un nuovo posto di lavoro.
Per il passaggio a casa mi ero affidato a un amico che anche lui non voleva fare troppo tardi per non far arrabbiare la propria ragazza.
Giunto il momento che era adeguato andare (mezza notte e mezza) il mio amico con la ragazza comincia a salutare tutti, ovviamente io mi sono aggregato ai saluti.
Però in lontananza ho notato un altro amico che era altamente scocciato che stavamo andando via, in quel momento ho capito che non potevo abbandonare un mio fra.
Onestamente per fortuna sono rimasto, dopo qualche birra in più ha tirato fuori i suo demoni, aveva sul serio bisogno d'aiuto e sopra tutto aveva bisogno dei suoi amici.
Questa situazione mi ricorda una frase letta su internet: se a qualcuno che vuoi bene soffre, metti in tasca il tuo dolore e lo aiuti.
Per concludere siamo andati a dormire alle 4.30 di mattino e durante lo stage di oggi avevo ancora gli svarioni da mancanza di sonno, ma ero contento per il mio amico, questo era tutto quello che mi serviva per andare avanti.
Si ha molta più forza se sei circondato da persone che ami, quindi bisogna amarsi e la vita.
- Un aforismo al giorno, toglie lo psicologo di torno -
In questo periodo sto ascoltando tante compilation di aforismi da diverse persone, da spadaccini del 1600, Einstein, indiani d’America e molti altri.
La prima cosa che ho natato che si nota proprio lo stile di vita che faceva quella persona a dipendenza delle sue frasi, la seconda, che mi ha colpito ancora di più è che qualsiasi sia stata l'era in cuoi la persona o persone hanno scritto questi aforismi non conta, per come dico spesso: non cambia l'essenza ma la forma di come si presenta.
Però quello che volevo dire con questo blog è un altro concetto. Mentre ascoltavo e riflettevo sulle perle di saggezza spesso mi passava per la mente: ehy questa frase dovrebbe sentirla un mio amico.
Ma dopo mi è entrata la classica paranoia: ma se lui non assimila quella frase come faccio io?
Il fatto ognuno vive la sua realtà, quindi se io osservo un mio amico lo vedrò attraverso la mia realtà e la mia esperienza.
Come per esempio: io mi sono sempre definito una persona calma e pacifica con le parole; invece, sono uno schizzato fisicamente e uno stronzo verbalmente per come sono diretto.
Quindi? Niente, volevo solo esprimere questo mio ragionamento.
- Un cambio non voluto ma apprezzato -
In questo periodo stavo notando una situazione bizzarra, prima d’iniziare il lavoro come rappresentante non mi piacevano i viaggi lunghi in macchina, questo è dovuto a diversi fattori.
Primo sei fermo per tanto tempo, in quel tempo che sei fermo non puoi neanche fare altre attività, in caso ti fai dei viaggi mentali rischi di mancare l’uscita dell’autostrada o peggio fai un’incidente.
In questo tempo che ho dovuto sopportare una dinamica che non mi si addiceva ero irrequieto, però ora riesco a fare ore in macchina e mi sembra che il tempo vola, oltre tutto, sono pure rilassato in questo tempo.
Come sempre faccio dei grandi giri per un piccolo concetto: se una cosa non ti piace adesso non vuol dire che sarà così per sempre.
Ovviamente ho trovato le mie strategie per passare quella fase disagiante ma sta qui il punto, dal momento che si smette di lamentarsi e si crea qualcosa di nuovo da quella situazione tutto cambia.
- Uno schema mentale -
Questo blog è nato da una frase su Elden ring: Se il boss fa sempre la stessa mossa significa che fai sempre lo stesso errore.
Già dal primo momento ho apprezzato questa frase anche se non la sentivo mia.
Diverse settimane dopo stavo giocando con il mio gatto con il suo gioco preferito. Nella mia testa avevo la convinzione di usare sempre una tattica diversa per farlo muovere, dopo un paio di minuti di gioco ho notato come anticipava le mie mosse.
Mentre notavo i movimenti mi riecheggiava nella testa quella frase: se il tuo avversario fa sempre la stessa mossa significa che lo fai anche tu.
Ovviamente il mio gatto non era un avversario ma dal momento che lui prende la situazione sul serio lo faccio pure io.
Tutto questo discorso mi porta a pensare che tendiamo a stare sempre nei soliti schemi, anche se facciamo delle modifiche lo stile è quello; quindi, agli occhi di un esperto fai sempre la stessa cosa.
Mentre si vive non si ha bene la percezione di noi stessi, ma un essere esterno al nostro universo riesce a vedere meglio la situazione, per questo ogni essere e situazione è un nostro maestro dal momento che ci riflette le nostre azioni, basta avere il coraggio di osservare il proprio riflesso.
- Ricordati dell'accetta -
Parlando con mia sorella della mia situazione di sovra carico mi ha raccontato una storia che mi ha colpito.
Un falegname si presenta al suo nuovo posto di lavoro pieno d'energia e ben preparato, a fine giornata riesce a tagliare un grande numero di alberi. Il giorno seguente torna con la stessa motivazione ed energia, però a fine giornata ha tagliato meno alberi del giorno precedente. Il giorno successivo si ripete la stessa situazione e così via fino alla disperazione del taglia legna. Un giorno l'uomo va dal suo capo e gli dice che non capisce perché abbatte sempre meno alberi nonostante si impegni tanto. Il capo con calma e un sorriso rispose: quando è l'ultima volta che ti sei fermato ad affilare la tua accetta?
Siamo all'interno di una società veloce che vuole sempre di più; quindi, non c’è tempo per fermarsi perché bisogna produrre. Però ovviamente non è vero ci vuole un buon equilibrio (come in tutto) tra fare qualcosa e ammirare/godersi la vita.
Perché è più difficile recostruirsi dopo una caduta che fare la salita piano ma in maniera costante.
- Quante volte hai bisogno di sentire la stessa lezione? -
Ok sono riuscito a schivare me stesso e i miei impegni per un mese e mezzo, questo mi ha portato in uno spiraglio scuro fino a dover chiedere sostegno professionale.
Però come già scritto in un altro blog: tutto quello che succede, accade per il bene. Infatti, ho nuovo materiale per i miei blog e musica :)
Durante la discussione con lo psicologo ho notato uno strano meccanismo, le parole che diceva avevano più valore. Mi spiego meglio, mi dava praticamente le stesse lezioni e saggezze di vita che mi diceva mia madre, mio padre, sorelle, fratello e amici, però se lo diceva lei lo accettavo di più.
Nel buddismo si dice che ogni giornata e persona abbia un messaggio per te ma bisogna sapere ascoltare.
Infatti quante volte mi hanno dato un consiglio che non capivo o non accettavo, per una persona testarda che deve per forza sentirlo sulla sua pelle come me, posso solo consigliarvi di fermarvi ogni tanto ad ascoltare.